Ramdom a Shanghai: Flatform al Power Station of Art, progetto Italian Council 2024

AL POWER STATION OF ART DI SHANGHAI LA PRIMA ANTOLOGICA DI FLATFORM, TRA CINEMA E ARTI VISIVE

Il primo maggio apre a Shanghai la mostra Flatform. Concert for films and works, prodotta da Ramdom in collaborazione con l’IIC di Shanghai e curata da Paolo Mele e Claudio Zecchi, tra i vincitori dell’Italian Council (13ª Edizione 2024). La mostra approda in una delle istituzioni museali più prestigiose della metropoli cinese, il Power Station of Art, nato nel 2012, è il primo museo statale dedicato all’arte contemporanea nella Cina continentale. Ospita anche la Biennale di Shanghai. Ricavata dalla ristrutturazione dell’ex centrale elettrica di Nanshi, il PSA è stata in passato il Padiglione del Futuro durante l’Expo mondiale di Shanghai del 2010.

Concert for films and works rappresenta la prima mostra antologica di Flatform in Cina e restituisce la traiettoria di un collettivo che da oltre vent’anni si muove tra arti visive e cinema, costruendo un linguaggio riconoscibile e stratificato. L’esposizione occupa le sale del piano terra del museo e si configura come una composizione in più movimenti: ogni opera, ogni film, entra in dialogo con le altre come una parte autonoma di un insieme più ampio, dove ritmo, suono e immagine trovano un equilibrio comune.

Il titolo chiarisce la natura del progetto: un concerto in cui i materiali si incontrano, si sovrappongono, si trasformano. Flatform lavora proprio su questa tensione tra elementi distanti, unendo linguaggi e pratiche diverse in un processo che amplia e riscrive categorie consolidate. Paesaggio e ritratto si aprono a nuove possibilità, si spingono verso fenomeni estremi, accolgono presenze e soggetti inusuali.

Tempo, suono, natura definiscono il campo di ricerca del collettivo. Non come temi fissi, ma come forze che si modificano e si intrecciano, dando forma a spazi in cui contano densità, accumuli, variazioni. La natura viene colta nel suo divenire, nella sua capacità di mutare continuamente.

Il punto di partenza resta il film. Da lì il lavoro si espande verso installazioni, opere pittoriche, scultoree e performative. L’immagine in movimento si traduce in materia, occupa lo spazio, si deposita in forme diverse. Ogni passaggio aggiunge qualità, costruisce livelli, apre nuove direzioni.

Flatform, attivo dal 2006 con base a Milano, ha presentato i propri lavori in istituzioni internazionali come il Centre Pompidou di Parigi, l’Hirshhorn Museum di Washington, il Wexner Center for the Arts di Columbus, il MAXXI di Roma, la Fondazione Prada di Milano, l’EMPAC di Troy, la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, l’EYE Filmmuseum di Amsterdam, Argos a Bruxelles, Palazzo Grassi a Venezia, il MSU di Zagabria e l’Haus der Kulturen der Welt di Berlino.

I film di Flatform hanno ricevuto riconoscimenti in numerosi festival internazionali, tra cui Go Shorts di Nijmegen, Nashville International Film Festival, Screen Festival di Oslo, 25FPS di Zagabria, Jihlava International Documentary Film Festival e Lago Film Festival. Due opere sono state candidate agli Academy Awards nel 2016 e nel 2021.

Il progetto si realizza con il sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, nell’ambito del programma Italian Council, dedicato alla promozione dell’arte contemporanea italiana nel mondo.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Power Station of Art, Public Museum (Shanghai, Cina) INTERSECCIÓN – A Coruña International Film Festival (A Coruña, Spagna); Where Are My Keys | WrMK – Association for curatorial research and site-specific art (Vienna, Austria); e grazie al contributo dell’Istituto Italiano di Cultura Shanghai (Shanghai, Cina).

Sui curatori

Paolo Mele Cultural manager e curatore con dottorato in Comunicazione (IULM). Dal 2011 dirige Ramdom e il centro Kora, ed è Presidente di STARE. Già Project Manager per Matera 2019 e direttore di Lastation, nel 2013 ha ideato “Indagine sulle Terre Estreme” per reinterpretare il Capo di Leuca tramite l’arte contemporanea. Consulente per enti pubblici e internazionali, ha curato numerose mostre in Italia e all’estero e pubblicazioni con editori come Marsilio, Mousse e Viaindustriae.

Claudio Zecchi Direttore Artistico e Curatore di Ramdom, coordina e cura programmi espositivi internazionali. Tra i suoi progetti vincitori dell’Italian Council figurano Tools for Imagination ed ExSitu. Ha curato iniziative presso Residency Unlimited (NY), New Art Exchange (Nottingham) e TOKAS (Tokyo). Già advisor per il Premio Bonaldi (GAMeC) e curatore per Mediterranea 16, ha coordinato pubblicazioni per Marsilio Arte, Archive Books e Mousse Publishing, focalizzandosi su ricerca e linguaggi contemporanei.


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