Presentazione Libro TERRA TERRA di PEPPE LECCESE
31 Luglio @ 20:30 – 23:59

PEPPE LECCESE presenta il suo libro «TERRA TERRA» nel
Chiostro del Convento dei Frati Minori Conventuali a Veglie
Venerdì 31 Luglio
«TERRA TERRA» Storie di viaggi in autostop nella metà degli anni ’90,
quando l’Europa stava cambiando
Venerdì 31 Luglio ore 20.30 – Chiostro del Convento dei Frati Minori Conventuali –
Veglie
Cosa significa nascere da una parte o dall’altra del Mediterraneo?
Nel libro, due ragazzi partono in autostop dalla Puglia con l’idea di attraversare il
Mediterraneo via terra. Tra eventi storici e una frattura sociale, questo romanzo
affronta temi di amicizia, viaggio e diritti umani. Racconta un mondo in
trasformazione, interrogandosi sugli effetti delle origini e delle guerre sulle vite
individuali. Una storia di amicizia e scoperta personale attraverso il Mediterraneo.
VEGLIE – Sarà presentato Venerdì 31 Luglio alle ore 20.30 nella straordinaria cornice
del Chiostro del Convento dei Frati Minori Conventuali a Veglie il libro dello
scrittore Peppe Leccese dal titolo «TERRA TERRA».
L’evento è organizzato dalla “Pro Loco di Veglie APS” in collaborazione con “I
Presìdi del Libro Terra d’Arneo” e con il Patrocinio del Comune di Veglie.
Dopo i saluti istituzionali della Sindaca di Veglie Mariarosaria De Bartolomeo,
dialogheranno con l’autore la giornalista e scrittrice Valentina Perrone e la
prof.ssa Laura Brunettini.
Nel corso della serata l’attore Andrea Ortese leggerà alcune pagine dal libro «Terra
Terra». Il chiostro del convento inoltre sarà arricchito dagli straordinari
quadri dell’artista vegliese Eleonora Milanese che per l’occasione ha dipinto delle
opere tratte da alcune pagine del libro e ispirate all’atmosfera degli anni ’90.
«Terra Terra» è un libro che racconta le vacanze alternative dei giovani degli anni
‘90. Le vacanze di quando non esisteva il low cost, internet, i navigatori e si usava il
mezzo più economico di tutti per scoprire il mondo in maniera avventurosa:
l’autostop.
Nell’estate del 1992, Biagio e Tommaso (i nomi che i protagonisti hanno nel
romanzo) partono in autostop dalla Puglia, dove si sono appena conosciuti, con
l’idea di attraversare il Mediterraneo via terra. Vogliono percorrere la costa nord,
valicare lo Stretto di Gibilterra, raggiungere i monti del Rif e i villaggi dei berberi
coltivatori di kif, prima di chiudere il cerchio dalla Sicilia. Li accomuna un desiderio:
essere “spaesati per sempre, una volta per tutte”. Sullo sfondo, un mondo in
trasformazione: la repressione nei Paesi Baschi, la fine dell’Apartheid in Sud Africa,
l’Algeria che precipita nella guerra civile, l’Italia ferita dalle stragi del 1992. “Terra
Terra” è un romanzo sul viaggio, sull’amicizia, sulla fragilità maschile, sul privilegio e
sulla geografia invisibile dei diritti. Una storia che attraversa il Mediterraneo e pone
domande ancora urgenti: perché un passaporto apre tutte le frontiere mentre un
altro le chiude? Cosa decide il caso della nascita? Che cosa resta, quando ci si scopre
stranieri nel mondo?
Il primo romanzo del 53enne barese Peppe Leccese, pubblicato a Giugno 2026
da Bertoni Editore, è proprio il racconto dei ricordi della sua “vacanza alternativa” in
compagnia del suo amico e compagno di viaggio Sergio con il quale 34 anni fa ha
intrapreso quest’avventura attraversando l’Europa grazie ai passaggi offerti da
automobilisti, prima di imbarcarsi per il Marocco.
Queste le parole dell’autore Peppe Leccese con le quali descrive il suo romanzo:
«I protagonisti siamo io e il mio amico Sergio (Biagio e Tommaso nel libro): due
19enni baresi che nel 1992, subito dopo il diploma, decidono di partire in autostop
alla volta del Nord Africa. Risalgono dunque l’Italia, proseguono lungo la Francia
meridionale, attraversano Spagna e Portogallo, quindi si imbarcano per il Marocco.
Qui raggiungono i monti del Rif e trascorrono un periodo nei villaggi berberi in cui si
coltiva il kif, prodotto dalla setacciatura della cannabis.
All’epoca, noi studenti con pochissimi soldi a disposizione, non ci potevamo
permettere il costo dell’autostrada e della benzina e non ci restava che l’autostop o
eventuali mezzi di fortuna. Si andava avanti finché si aveva qualcosa in tasca. E si
sceglieva di volta in volta dove andare.
La storia raccontata prende spunto da vicende autobiografiche anche se alcuni
personaggi sono inventati e tratteggiati a fini narrativi, così come certi episodi sono
romanzati. Nel libro comunque si legge la sostanza dell’esperienza vissuta compreso
il racconto di tanti soggetti incontrati sul percorso: dal disertore della legione
straniera al narcotrafficante internazionale.
Trovare dei passaggi in autostop non era facile. Spesso occorrevano molte ore prima
che qualcuno si fermasse. Per questo a volte ci appostavamo nelle aree di servizio,
dove gli automobilisti facevano le loro soste. Qui potevamo avvicinarli e scambiare
qualche parola, per poi scegliere da chi accettare uno “strappo”.
L’esperienza dei “passaggi” era diversa da paese a paese. In Italia e Spagna per
esempio era più semplice, i francesi invece erano un po’ meno accoglienti da questo
punto di vista anche se qualche volta c’erano le eccezioni. Una volta, in piena notte,
furono due donne francesi a offrirci un passaggio e addirittura a ospitarci a casa
loro.
L’obiettivo di ogni tragitto era quello di cercare i posti meno cari in cui alloggiare,
con il rischio inevitabile di finire nei bassifondi e di esporsi ai pericoli. Ma nonostante
questo rischio, ciò che ci animava era proprio la ricerca di esperienze al limite,
l’irresistibile attrazione per i luoghi autentici e per le persone vere. L’apparenza del
resto era sistematicamente smentita dalla realtà e si finiva per comprendere il lato
umano anche di chi all’inizio ci era parso poco raccomandabile. Un esempio: gli
abitanti del villaggio berbero in cui si coltivava il kif non erano persone dedite ad
attività illegali ma umili contadini che avevano solo quell’attività per vivere.
Col tempo abbiamo capito che noi in questo viaggio cercavamo lo “spaesamento”,
inteso in un’accezione letterale: uscire dal paese perché valicare i confini della
propria comunità voleva dire mettere in discussione la propria identità culturale e
quindi anche sé stessi come individui. Un processo che richiedeva necessariamente
uno sforzo: essere pronti a confrontarsi con realtà e persone nuove.
Sicuramente questo tipo di viaggi fanno parte di un tempo passato. Ormai lungo le
strade non capita più di vedere degli autostoppisti. Da un lato questo è dovuto al
fatto che è divenuto più semplice spostarsi con altri mezzi a costi limitati. Ma
dall’altro dobbiamo considerare che in generale ci si fida di meno degli altri: rispetto
a 30-40 anni fa c’è stato un allontanamento tra le persone. Oggi viviamo un
paradosso: la mentalità è di certo più aperta di prima e con le tecnologie i ragazzi
hanno la possibilità di iniziare a conoscere le diverse culture prima ancora di partire.
Ma poi, una volta in viaggio, si è meno disponibili ad affidarsi all’altro, si ha paura
dello sconosciuto. D’altro canto persino chiedere un’informazione per strada sembra
ormai assurdo, avendo tutti a disposizione Google Maps sullo smartphone. Le
distanze tra i luoghi sono diminuite, il mondo sembra più piccolo, ma possiamo
affermarlo con certezza: è aumentata la distanza tra gli esseri umani.»
Peppe Leccese, nato nel 1973, è cresciuto a Bari prima di emigrare più a Sud.
Laureatosi in Lettere, con una tesi in Teoria e Storia dei Generi letterari dal
titolo: “La vanità secondo Carmelo Bene”, intraprende la carriera commerciale,
ricoprendo per diversi anni il ruolo di direttore vendite presso note aziende nazionali
e multinazionali. Conseguita una seconda laurea in Scienze Filosofiche e
un’abilitazione, cambia professione. Attualmente insegna italiano in una scuola
secondaria. “Terra Terra” è il suo romanzo d’esordio.
L’appuntamento con lo scrittore Peppe Leccese e il suo romanzo “Terra Terra” è
per Venerdì 31 Luglio alle ore 20.30 presso il Chiostro del Convento dei Frati Minori
Conventuali a Veglie.
