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MEMORIE DAL SOTTOSUOLO PRESENTAZIONE DELL’INSTALLAZIONE COMMESTIBILE E SONORA A CURA DELL’ARTISTA FEDERICO RIZZO
29 Dicembre 2025 @ 18:30 – 23:00
MEMORIE DAL SOTTOSUOLO
PRESENTAZIONE DELL’INSTALLAZIONE COMMESTIBILE E SONORA
A CURA DELL’ARTISTA FEDERICO RIZZO
29 dicembre ore 18:30
Kora – Centro Del Contemporaneo
Via Vittorio Emanuele 19, Castrignano De’ Greci (LE)
Continuano gli appuntamenti con l’arte a KORA, il centro culturale a Castrignano de’ Greci, punto nevralgico del contemporaneo nel sud d’Italia. Protagonista del prossimo incontro, lunedì 29 dicembre alle ore 18.30, sarà l’artista Federico Rizzo con “Memorie dal sottosuolo”, un’opera parte del programma di residenze Unwritten Memories, promosso da Ramdom APS nell’ambito dell’ ”Avviso per residenze artistiche di arte contemporanea in Puglia 2025”.
Nello specifico, sarà presentata un’installazione sonora e commestibile che riporta alla luce il sottosuolo della Grecìa Salentina: cave, trappeti, acque invisibili e memorie orali che sopravvivono nel racconto collettivo.
Dopo gli interventi di Nikola Filipović e Sunaina Talreja, durante la sua residenza a Castrignano de’ Greci, l’artista Federico Rizzo ha coinvolto la comunità in laboratori di esplorazione vocale e sonora, dando forma a una partitura collettiva che diventa esperienza conviviale. Così, la serata del 29 si configurerà come un buffet sperimentale dove tutto verrà servito su vere pietre raccolte in zone carsiche nei dintorni di Cutrofiano. Le pietanze renderanno omaggio alla conformazione stratigrafica dei cosiddetti “orizzonti del sottosuolo”, composti da vari materiali tra cui pietra, hummus, radici e terra. A tavola saranno dunque serviti: muschio di pane su hummus al sesamo nero, radici di acetosella in insalata con mandorle, timo e miele, pietre di mandorla con rugiada di agrumi, il tutto accompagnato da un cocktail frizzante di licheni con anello di terriccio commestibile alle mandorle.
L’opera verrà presentata come installazione sonora e commestibile, in concomitanza con un simposio aperto agli interventi di tutti i partecipanti per condividere sensazioni, memorie e saperi connessi alle passate tradizioni dal sottosuolo. Successivamente verrà trasferita al Museo della Ceramica di Cutrofiano, sede del nodo Galattica dove sarà visitabile per un anno intero.
Nella Grecìa Salentina il sottosuolo, una volta vissuto come luogo di estrazione di risorse in maniera capillare nel tessuto cittadino, è oggi dimenticato. Non avendo più accesso a spazi ipogei come cave e trappeti, le storie e le memorie di coloro che vi lavoravano e vivevano sono tramandate e mitizzate per sentito dire. Memorie dal Sottosuolo vuole così restituire l’ipogeo come habitat vivo nella memoria collettiva. In particolare, indaga la relazione storica tra il territorio salentino e i suoi spazi ipogei, un tempo luoghi produttivi diffusi e integrati nel tessuto urbano e rurale, oggi in gran parte inaccessibili e rimossi dalla memoria collettiva. Cave e trappeti costituivano un’infrastruttura invisibile ma essenziale, modellando paesaggi, economie e relazioni sociali. Il progetto di Federico Rizzo si confronta dunque con la perdita di accesso fisico e simbolico a questi ambienti, dove le esperienze di lavoro e di vita sopravvivono principalmente come racconti orali, frammentati e mitizzati. Attraverso l’installazione commestibile, il sottosuolo viene restituito come sistema vivo e dinamico, in cui elementi naturali e sociali si intrecciano. Ogni componente dell’habitat ipogeo è tradotta in un alimento emblematico per la comunità locale: la voce è resa come acqua, agente di erosione e trasmissione; il pane, simbolo di condivisione e tradizione, diventa muschio che ricopre e trasforma le superfici; le radici rappresentano la comunità, capace di scavare, aggregarsi e resistere nel tempo. L’opera attiva così una riflessione sul cibo come dispositivo di memoria e sul sottosuolo come spazio politico e culturale.
Federico Rizzo, classe 1998, è un designer e ricercatore che mette in discussione le gerarchie della catena alimentare e i meccanismi dell’economia del cibo. Attraverso lo studio della filosofia del More-than-human e della soggettività animale, ispirato dall’eco-femminismo e dalla biologia, usa diversi strumenti come la performance, la fabbricazione artigianale e le nuove tecnologie per riflettere sul cibo come tema sociale e culturale. La sua ricerca parte da un sapere legato alla natura in chiave locale e quotidiana, per analizzare in modo critico il rapporto tra esseri umani e altri esseri viventi negli ambienti condivisi. Unisce la cultura della prossimità del Sud Italia con pensieri ecologici contemporanei, per comprendere come la perdita di equilibrio tra umano e non-umano sia un effetto della trasformazione del territorio in merce.
Ingresso gratuito.
Per info e prenotazioni: 3663199532

