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DIVERSI – Quando il limite si fa panorama – a Trepuzzi

27 Marzo @ 20:00 29 Marzo @ 23:59

DIVERSI – Quando il limite si fa panorama Prima Edizione | 27-28 – 29 Marzo 2026 Auditorium Zona Santi, Trepuzzi (LE) “DIVERSI – Quando il limite si fa panorama”: a Trepuzzi la rivolta pacifica contro l’omologazione TREPUZZI (LECCE) – Dal 27 al 29 marzo, l’Auditorium Zona Santi di Trepuzzi si fa teatro di una provocazione necessaria. “DIVERSI – Quando il limite si fa panorama” non è una rassegna sulla tolleranza, ma un atto di ribellione culturale contro la dittatura della “normalità”. L’evento, curato da BLABLABLA con il sostegno del Comune di Trepuzzi, sceglie un titolo che è una dichiarazione d’intenti. Essere “DIVERSI” significa onorare l’etimologia latina divertĕre: volgersi altrove, deviare, scegliere consapevolmente di non seguire il gregge. In una società che anestetizza le peculiarità in nome di uno standard rassicurante, la diversità rivendicata è un atto di autodeterminazione feroce. È la forza di chi decide di andare controcorrente, non per spirito di contraddizione, ma per fedeltà a se stessi. Il cuore di questa prima edizione è racchiuso nel sottotitolo: “Quando il limite si fa panorama”. Il limite non è qui inteso come un recinto o una mancanza, ma come una scelta di campo. Mentre la “normalità” si accontenta di una visione piatta e uniforme, chi vive sulla soglia del limite conquista un’altitudine diversa. Il limite diventa così il punto di rottura attraverso cui guardare il mondo: una fessura che non separa, ma spalanca orizzonti che l’ordinario non può nemmeno immaginare. Non si tratta di superare il limite, ma di abitarlo con orgoglio, trasformando l’ostacolo in un privilegio ottico. IL PROGRAMMA Venerdì 27 marzo • Ore 20:00 Ragazzo, Uomo, Altro – spettacolo di e con Francesco Cicconetti. • Ore 21:30 H.E.R. in concerto. Sabato 28 marzo • Ore 19:00 Quando il limite si fa panorama – talk con Nadia Lauricella. Intervengono: A. Bolognese, G. Calò, T. De Nitto, C. Fiorita, F. Lupo. Modera: Ivan Sederino. Performance: Danilo Mi e Federica Colì. • Ore 21:00 I racconti del merlo. Due fiabe di Oscar Wilde – spettacolo con Francesco Stefanizzi. Regia di Tonio De Nitto (Factory Compagnia Transadriatica). Domenica 29 marzo • Ore 16:30 La bambina che andava a pile – percorso sull’identità a cura di BLABLABLA (4-10 anni). • Ore 18:00 Sogno in scatola – spettacolo di e con F. Cortese e O. Perrone (ZeroMeccanico Teatro). INFO E ACCESSIBILITÀ L’evento sfida le barriere fisiche oltre che quelle mentali: è previsto un servizio di trasporto gratuito per persone con disabilità. • Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. • Luogo: Auditorium Zona Santi, Via T. Tasso 39, Trepuzzi (LE). • Contatti e prenotazioni: 320 708 7223 SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: il concept L’Etimologia come Atto Politico | Il termine “DIVERSI” viene troppo spesso usato come etichetta escludente. Questa rassegna ne rivendica l’origine latina: divertĕre. Divergere non è un errore di percorso, ma una scelta di direzione. Chi è “diverso” ha avuto il coraggio di volgersi altrove, di non farsi bastare la strada maestra dell’omologazione. Il Limite che genera Visione | Il sottotitolo “Quando il limite si fa panorama” ribalta il concetto di disabilità e marginalità. Se la “normalità” è una pianura uniforme, il limite è l’altura: un punto di rottura che, se abitato con orgoglio e autodeterminazione, permette di scorgere orizzonti preclusi a chi resta nel recinto dell’ordinario. Il limite non è la fine del viaggio, ma l’inizio di una nuova prospettiva. SCHEDA DI APPROFONDIMENTO: le attività Ragazzo, Uomo, Altro – spettacolo di e con Francesco Cicconetti Un racconto intimo che si fa universale, dove il corpo diventa il palcoscenico di una metamorfosi profonda. Francesco Cicconetti porta in scena un monologo che è al tempo stesso confessione e scoperta, un viaggio attraverso le tappe di una transizione che non riguarda solo il genere, ma l’essenza stessa dell’identità umana. Con ironia e coraggio, Cicconetti smonta gli stereotipi e trasforma la sua storia personale in uno specchio in cui ognuno può riflettere la propria ricerca di verità. H.E.R. in concerto Quando le corde del violino incontrano i battiti dell’elettronica, nasce la musica di H.E.R., artista eclettica e pioniera di nuove sonorità. Violinista, cantautrice e interprete magnetica, H.E.R. trascina il pubblico in un’esperienza sonora senza confini, dove il virtuosismo classico si fonde con l’avanguardia pop. La sua performance è una celebrazione della libertà espressiva, un concerto che vibra oltre le etichette per diventare puro linguaggio dell’anima. Quando il limite si fa panorama – talk con Nadia Lauricella Definire Nadia semplicemente una content creator o un’influencer sarebbe riduttivo. Nadia è una moltiplicatrice di sguardi. Attraverso i suoi canali social, racconta la sua quotidianità con un’ironia tagliente e una schiettezza disarmante, demolendo uno dopo l’altro i pilastri del pietismo e del pregiudizio. Nadia incarna perfettamente l’idea che il limite non è un punto di arresto, ma una prospettiva. I racconti del merlo. Due fiabe di Oscar Wilde | Factory Compagnia Transadriatica C’è un tempo, sospeso tra la fine dell’inverno e il primo respiro della primavera, in cui le storie hanno il potere di riscaldare la terra. I Racconti del Merlo non è solo uno spettacolo, ma un rito di narrazione che affonda le radici nella tradizione e si libra verso il cielo con la leggerezza di un battito d’ali. Si fa custode di memorie antiche, dando voce a quel merlo che, secondo la leggenda, sfidò il gelo per regalarci la speranza. La bambina che andava a pile – percorso sull’identità a cura di BLABLABLA La bambina che andava a pile è una storia delicata e potente che racconta la quotidianità di una bambina con un impianto cocleare. Non è un manuale medico, né una spiegazione tecnica: è il racconto di una normalità speciale. Sogno in scatola – spettacolo di e con F. Cortese e O. Perrone | ZeroMeccanico Teatro Sogno in Scatola è un’esplorazione poetica e visiva che trasforma l’ordinario in straordinario. In un mondo fatto di cartone, in scena il viaggio di chi cerca di scoperchiare il proprio destino. Un gioco di volumi, luci e silenzi, che invita a guardare dentro i propri scomparti segreti. SCHEDA TECNICA E SERVIZI • Sede: Auditorium Zona Santi, Via T. Tasso 39, Trepuzzi (LE). • Accessibilità: L’intero spazio è privo di barriere architettoniche. • Trasporti: È attivo un servizio di navetta/trasporto gratuito per persone con disabilità su prenotazione (chiamando il numero di riferimento). • Ingresso: Gratuito con prenotazione obbligatoria per garantire la sicurezza e il comfort di tutti i partecipanti. L’INTERVISTA: Dietro le quinte di “DIVERSI” Quattro domande agli organizzatori di BLABLABLA D: Perché avete scelto un titolo così forte come “DIVERSI”, un termine che spesso viene evitato per paura di offendere? R: Perché le parole hanno un peso e noi volevamo restituire a “diverso” la sua nobiltà. Oggi si tende a usare eufemismi che spesso nascondono una forma di pietismo. Noi invece siamo tornati alla radice: divertĕre, ovvero volgersi altrove. Essere diversi non è una mancanza di conformità, ma una scelta di direzione. È l’atto di chi non si accontenta della strada già battuta e ha il coraggio di deviare. Volevamo un titolo che non chiedesse scusa, ma che rivendicasse con orgoglio il diritto all’autodeterminazione. D: “Quando il limite si fa panorama” suggerisce un ribaltamento totale. Cosa significa concretamente? R: Troppo spesso il limite viene visto come un muro, una fine, un “non potere”. Per noi il limite è un’altura. Se sei in pianura, vedi solo ciò che hai davanti; se sali sul limite, la tua prospettiva cambia radicalmente. Chi convive con un limite – fisico, sociale o d’identità – sviluppa uno sguardo più acuto, più profondo. Il panorama che si gode da lì è unico. Non vogliamo “superare” i limiti in senso eroico, vogliamo abitarli e mostrare a tutti la bellezza che si vede da quella posizione privilegiata. D: Il programma spazia da Francesco Cicconetti a Nadia Lauricella, passando per il teatro di Wilde. Qual è il filo rosso? R: Il filo rosso è la verità del corpo e della parola. Abbiamo scelto artisti e attivisti che hanno fatto della propria esistenza un atto di resistenza contro la “normalità” imposta. Che si parli di transizione di genere, di disabilità o di fiabe che scardinano gli stereotipi, il tema resta lo stesso: la forza di essere se stessi controcorrente. Non è un festival “per” persone disabili o “per” minoranze, è un festival per chiunque voglia riscoprire il valore della propria unicità. D: Qual è l’obiettivo finale di questa tre giorni a Trepuzzi? R: Vorremmo che chi esce dall’Auditorium Zona Santi non si sentisse “migliore” o “più buono”, ma più libero. L’obiettivo è trasformare Trepuzzi in un laboratorio di pensiero dove la norma viene messa in discussione. Offriamo l’ingresso gratuito e un servizio navetta per le persone con disabilità perché l’accessibilità non deve essere un lusso, ma la base di partenza. Vogliamo che la gente capisca che la vera barriera non è una sedia a rotelle o un orientamento sessuale, ma la pigrizia mentale di chi non sa guardare oltre il proprio naso.