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Della stessa sostanza dei sogni 

7 Aprile @ 20:30 23:59

A teatro la favola che parla di SLA e felicità

torna in scena con un nuovo allestimento firmato Orpheo Space

“DELLA STESSA SOSTANZA DEI SOGNI – IL PRINCIPE BLU”

di Mino Profico

liberamente ispirato al libro “Il Principe Blu e la Stregaccia Levaforze Ammazzamuscoli” di Giorgia Rollo e Paola Pasquino (edizioni la meridiana)

La storia del progetto IO POSSO e del salentino Gaetano Fuso grazie al quale nel 2015 nel Salento è nata la prima spiaggia accessibile per malati di SLA

Martedì 7 aprile 2026

LECCE – Orpheo Space

13 aprile 2026

ROMA – piazza del Popolo (nell’ambito della Festa della Polizia)

23 aprile 2026

NOVOLI (Le) – Teatro Comunale

*****

A teatro la favola che parla di SLA e felicità. 

Della stessa sostanza dei sogni – Il Principe Blu” è lo spettacolo teatrale musicale, ispirato alla storia del salentino Gaetano Fuso, che affronta con delicatezza il tema della malattia e delle emozioni che essa comporta. Con un nuovo allestimento firmato Orpheo Space, con 2HE-IO POSSO e Ventinovenove, per la regia di Mino Profico e la direzione artistica di Francesco Spedicato, si prepara a tornare in scena il 7 aprile a Lecceil 13 a Roma, in piazza del Popolo, per l’atteso debutto tra gli eventi della Festa della Polizia, e il 23 aprile a Novoli (Le). 

Lo spettacolo è tratto dal libro “Il Principe Blu e la Stregaccia Levaforze Ammazzamuscoli” (edizioni la meridiana) di Giorgia Rollo e Paola Pasquino, con le illustrazioni di Eleonora Luceri. È una favola che narra, appunto, di un sogno che diventa realtà, quello del Principe Gaetano, di realizzare, grazie all’aiuto di un’intera comunità, una spiaggia accessibile a tutti, al grido di “Io Posso!”. Questo mentre viene colpito dal brutto incantesimo della strega e affronta la perdita progressiva delle sue capacità fisiche…

Della stessa sostanza dei sogni – Il Principe Blu” trae ispirazione dalla storia – vera – di Gaetano Fuso (Calimera – LE – 1976-2020) e del progetto solidale IO POSSO nato nel 2015, celebre per aver dato vita nel Salento al primo accesso attrezzato al mare per malati di SLA in Italia, a San Foca di Melendugno, poi a Gallipoli, Porto Cesareo e Torre Lapillo, tutti in provincia di Lecce.

Lo spettacolo è la rielaborazione di un precedente lavoro portato in scena nell’ambito di un laboratorio rivolto a bambini e ragazzi, ora affidato ad un gruppo di giovani artisti professionisti della compagnia Orpheo Space, tutti pugliesi e under30: Lorenzo Spedicato (Gaetano), Claudia Presicci (Giorgia), Laura Cassone (SLA), Stefano Zizza (Cavaliere) e Lorenzo Semeraro (Stregone).

La regia di Mino Profico utilizza la tecnica della personificazione per portare in scena la malattia e l’arte come forze contrapposte, in un racconto ispirato al “viaggio dell’eroe” di Joseph Campbell, che restituisce al pubblico una riflessione profonda sul dolore e sulla resilienza. “IO POSSO” diventa slancio creativo, alimentatore di nuove direzioni.

“Della stessa sostanza dei sogni – Il Principe Blu” sarà in scena martedì 7 aprile 2026 nella Sala Teatro di Orpheo Space a Lecce (Via Moricino 10a). Per questa data zero l’ingresso è con offerta libera (prenotazione obbligatoria, fino ad esaurimento posti, al 3911837228).

Lunedì 13 aprile, invece, l’appuntamento è alle ore 12.30, in piazza del Popolo a Roma: lo spettacolo è inserito nel programma di eventi della Festa della Polizia.

Giovedì 23 aprile tornerà in scena nel Salento, al Teatro Comunale di Novoli (Le).

Adattamento e regia: Mino Profico

Costumi e scenografie: Maria Rizzo

Luci e video: Angelo Rosato

Con: Laura Cassone, Claudia Presicci, Lorenzo Semeraro, Lorenzo Spedicato, Stefano Zizza

Produzione: IO POSSO – Associazione 2HE | ORPHEO SPACE APS

Direzione Artistica: Francesco Spedicato

Direzione di Produzione e Organizzazione: VENTINOVENOVE SOC COOP IMPRESA SOCIALE

Tel. 329 3345515 | gabriele.polimeno@29nove.com

Ufficio stampa – Azzurra De Razza

3387755897 – azzurraderazza@gmail.com

SINOSSI

Il principe Gaetano aveva occhi e capelli neri e un bellissimo mantello blu con cui proteggeva il suo regno. Un giorno la Stregaccia Levaforze Ammazzamuscoli, a tutti nota come SLA, fece un incantesimo e il corpo del principe cominciò a trasformarsi fino a non potersi più muovere. Nessun antidoto era in grado di interrompere l’incantesimo malefico, ma grazie alla sua volontà e all’amore della sua famiglia e dei suoi amici il principe trova la forza per affrontare il male. Una sola parola, “IO POSSO”, la Stregaccia non può più far paura e si sprigiona una grande magia.

NOTE DI REGIA

Ogni singola esistenza merita di essere raccontata. Alcune storie di vita meritano in più di essere

condivise.

Il Teatro, tenta da sempre di assolvere al suo antico compito di essere strumento capace di produrre paradigmi per i passi di una comunità, per le traiettorie dei singoli.

Perché paradigmatica per noi la storia di Gaetano, Giorgia e delle loro figlie?

Perché nonostante l’insormontabile montagna di dolore franata sulle loro esistenze, una moltitudine di persone ha tirato su le maniche e con tenacia ha preso “pezzettini infranti di sogni, per trasformarli in realtà”. Questa frase, frutto maturo di una energia vitale sconosciuta, nascosta e non quantificabile, assomiglia, per noi, al potere che posseggono le espressioni artistiche.

L’Arte, esplode di questa energia perché in tutte le sue espressioni rilegge prima, riscrive poi, la realtàmigliorandola, anche quando essa purtroppo o per fortuna parte dalle macerie della nostra anima.

Da questa ipotesi siamo partiti per scrivere un sistema di dialoghi che portasse sulla scena tutti i personaggi della favola “Il Principe Blu e la Stregaccia Levaforze Ammazzamuscoli” di Giorgia Rollo e Paola Pasquino, compresi quelli immaginari prodotti dalla fantasia delle autrici e dalla creatività della compagnia che ci ha lavorato.

Avvalendoci della tecnica della personificazione ci siamo assunti la responsabilità di portare sulla scena Arte, simbolicamente scritta nella direzione di una Musa ispiratrice, capace di far schiudere crisalidi di dolore, e naturalmente Sla, il dolore, la malattia.

La malattia, è un’attrice, ormai in declino, anch’essa appartenente al mondo di Arte che conosce molto bene. Per effetto della mancata accettazione del suo declino, decide di irrompere sulla scena di una “vita qualsiasi” per “declamare tra cellule di qualcuno”.

Questa brusca interruzione diventa, per chi avrà a che fare con lei, un cambiamento radicale ma paradossalmente anche un’opportunità. Di questo Sla se ne renderà conto quando diverrà consapevole che nonostante il danno procurato perde ogni confronto quando gli esseri umani trovano risorse emotive per risollevarsi. Arte sul finale dice: “quando una vita diventa capolavoro, ogni malattia perde. E poi noi saremo troppo impegnati a costruire passerelle di Gioia”.

Ecco che “IO POSSO” diventa slancio creativo, alimentatore di nuove direzioni.

La vita di Gaetano e Giorgia mi sembra sovrapponibile al “Viaggio dell’eroe” di Joseph Campbell: Il mondo ordinario e felice viene sconvolto dall’arrivo di una antagonista che lo costringe alla terribile chiamata di intraprendere una lotta impari, la battaglia più importante. Lungo questo percorso incontrano tanti ostacoli, amici e nella finzione scenica il loro mentore, Arte che gli porge l’idea, il suo Elisir. Il ritorno è il momento in cui i nostri protagonisti cambiati dalla battaglia ritornano al loro mondo ordinario e guardandolo con nuovi occhi riescono a cambiarlo.