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Ballata per la Katër I Radës a Nardò

19 Aprile @ 21:00 23:59

Teatro Comunale di Nardò

Stagione Teatrale 2025/2026

16ª edizione

Domenica 19 aprile 2026, ore 21:00 – QUARTA PARETE

Factory Compagnia Transadriatica

Sara Bevilacqua, Riccardo Lanzarone, Redi Hasa

BALLATA PER LA KATËR I RADËS

testo Giorgia Salicandro

regia Tonio De Nitto

con Sara Bevilacqua, Riccardo Lanzarone, Redi Hasa

musiche composte ed eseguite dal vivo da Redi Hasa

scene Egle Calò

costumi Lilian Indraccolo

luci Davide Arsenio

sound designer Graziano Giannuzzi

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Domenica 19 aprile, alle ore 21:00, l’ultimo appuntamento della 16ª Stagione del Teatro Comunale di Nardò con Ballata per la Katër I Radës” per la sezione QUARTA PARETE dedicata al teatro contemporaneo. A ventinove anni dalla “tragedia del Venerdì Santo” del 28 marzo 1997 nel Canale d’Otranto, lo spettacolo di Factory Compagnia Transadriatica rievoca il naufragio della nave albanese, avvenuto dopo la collisione con la corvetta Sibilla della Marina Militare Italiana, in cui morirono – o non furono mai recuperate – oltre cento persone, soprattutto donne e bambini. Ballata per la Katër I Radës, scritto da Giorgia Salicandro e diretto da Tonio De Nitto, vede in scena Sara BevilacquaRiccardo Lanzarone e Redi Hasa che esegue dal vivo le sue musiche composte per lo spettacolo.

Una catastrofe, emblema dei confini serrati d’Europa e delle morti in mare, che segna uno spartiacque nella storia recente del Mediterraneo. Raccontare quella notte significa recuperare le storie individuali, spesso sommerse dal racconto collettivo. Dare nome, volto e memoria a chi ha perso la vita, come Elvis e Lindita, è un dovere morale.

Scene di Egle Calò, costumi di Lilian Indraccolo, luci di Davide Arsenio. Sound designer Graziano Giannuzzi.

Biglietti da 15 a 8 euro con riduzione.

LO SPETTACOLO

Le storie di due “bambini del 1997” si rincorrono e si intrecciano nelle voci di Elvis e Lindita, partiti dal Sud dell’Albania per mettersi in salvo dall’impazzimento di un Paese in preda alla rivolta e dal rapido precipitare degli eventi. Palazzi pubblici divelti mattone dopo mattone, il crac finanziario, i kalashnikov con cui si spara, la fuga, il viaggio che ricorda quello di Pinocchio nella pancia di una balena. Elvis e Lindita sono tra i protagonisti delle cronache giornalistiche della tragedia della Katër I Radës – le cui tracce reali si intersecano all’opera di invenzione. Divengono qui l’occhio attraverso cui guardare questa storia, simbolo catartico del primo grande naufragio del Mediterraneo con cui non abbiamo mai finito di fare i conti. Lambisce il racconto il mito di Kuçedra, evocato da un coro di uomini e donne. Il mostro acquatico protagonista di molte leggende albanesi, torna nelle narrazioni di ogni tempo nelle vesti di Drago, Leviatano, essere demoniaco, e del Dragùa, il bambino eletto, nato per combatterlo e sconfiggerlo. Attraverso l’incastro tra leggende, cronache, biografie e storie collettive le vicende dei passeggeri della Katër I Radës vengono riportate alla luce e al contempo trascese: gocce nel mare dell’eterno cammino dell’umanità, nella necessità di un approdo sulla terraferma, in salvo dal “mostro”.

RACCONTARE

Oggi, come allora, il Mediterraneo resta una frontiera instabile: guerre, esodi, respingimenti, vite spezzate. Dalla tragedia albanese degli anni Novanta alle macerie di Gaza, la storia sembra ripetersi. “Raccontare, dare voce a queste storie – ognuna con la propria dignità e unicità – è un dovere morale per tutti noi, nati per caso sulla sponda sicura del Mediterraneo. E se non possiamo rendere giustizia a ciascuna di esse, possiamo almeno “adottarne” una, offrirle la nostra voce, diventarne custodi. È quello che ho cercato di fare con Elvis e Lindita, bambini sospesi tra ciò che è stato e ciò che avrebbe potuto essere”, afferma Giorgia Salicandro. “Nel pensare alla messinscena della Ballata per la Katër I Radës, ho immaginato che il mito della Kuçedra, il grande serpente acquatico, potesse emergere attraverso un coro di uomini e donne albanesi. Come nella tragedia greca, il coro rievoca le origini del mito per rivelarne il legame con gli eventi narrati. Così avviene con la Kuçedra e con il Mediterraneo intero, evocati e maledetti con la paura e la fermezza di chi chiede giustizia”, racconta il regista Tonio De Nitto.

La 16ª Stagione teatrale del Teatro Comunale èfrutto della collaborazione tra il Comune di Nardò e Puglia Culture con TerramMare Teatro.

Tutti i dettagli su terrammareteatro.it

Orari BIGLIETTERIA mercoledì 17:30/19:30 – sabato 10:30/12:30

TEL. 348.6722242 – 320.8949518