| Venerdì 23 gennaio 2026 esce in digitale sulle sole piattaforme Bandcamp e SoundCloud, come autoproduzione, I Flatten Myself Like A Biscuit, One Day, On Tuesday, nuovo singolo di The Future Sound of Koyaanis Naqoy, duo cilentano nato dall’incontro tra Andrea Doro alias Koyaanis Naqoy e il batterista Antonio Vessa. |
| Il brano rappresenta il quarto movimento narrativo di Ancient Impulses of a Paranoid Idol, album d’esordio in uscita il 7 febbraio 2026, e ne costituisce uno dei passaggi più raccolti e carichi di tensione latente. La narrazione segue un uomo che ha trascorso l’intera esistenza senza mai spingersi oltre il punto in cui era arrivato: anni di silenzio, ripetizione e immobilità che culminano in un incontro inatteso, frugale, capace di incrinare la routine e introdurre una possibilità fino a quel momento impensabile. |
| I Flatten Myself Like A Biscuit, One Day, On Tuesday lavora sulla compressione del tempo e dello spazio. Le dense stratificazioni elettroniche, sospese tra dark ambient, drone e noise, si confrontano con un drumming di matrice jazz che non guida né accompagna, ma scava, frena, piega il flusso. La batteria diventa resistenza e attrito, mentre l’elettronica insiste su una stasi carica di tensione, come se ogni movimento fosse costantemente rimandato. |
| Il singolo restituisce in modo esemplare la poetica di The Future Sound of Koyaanis Naqoy: una musica cinematica e psichedelica in cui la narrazione emerge dalla frizione tra materia sonora e silenzio, tra impulso primordiale e controllo intellettuale. Un equilibrio precario che prepara il terreno alla successiva e definitiva frattura dell’album. |
| Come l’intero lavoro, il brano è stato registrato interamente dal vivo il 13 novembre 2024 presso il Goldmine Records di Maurizio Sarnicola, conservando l’urgenza, l’imprevedibilità e la fisicità dell’esecuzione. Emerge un frammento compatto e oscuro, in cui ogni suono sembra portare il peso del tempo accumulato. |
| The Future Sound of Koyaanis Naqoy nasce in Cilento nel 2024 dall’incontro tra Andrea Doro (Sassari, 1986) e Antonio Vessa (Salerno, 2003), due percorsi differenti che convergono in una ricerca sonora strumentale radicale. Andrea Doro si occupa di poesia e di letteratura dal 2009. Nel 2015 fonda a Sassari il collettivo di letture pubbliche Grande Nave Madre, a cadenza settimanale e aperto a tutti. Nel 2018 pubblica il libro di poesie Oggetti Abbastanza Smarriti (Ensemble Edizioni). Durante una notte di tempesta, in uno scantinato colmo di strumenti, prende forma Koyaanis Naqoy: un progetto interamente strumentale che si muove tra dark ambient, noise drone minimale e suggestioni cinematografiche ispirate ai lavori di Godfrey Reggio. Un’immersione nell’inchiostro di un racconto senza parole, un dispaccio sonoro dalla fine dell’Antropocene, tra picchi, feedback e profondità abissali. Antonio Vessa, studente di filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno, entra in contatto con la batteria nel 2019. La sua ricerca musicale viene costantemente educata e misurata dalla concitata analisi critica delle molteplici forme dell’arte. Nel suo drumming torrenziale, non stazionario e poco accademico, si ritrovano vari e sfaccettati stilemi che traggono ispirazione dall’IDM, dal jazz-funk, fino alla musica ambient. |
| CREDITIElettronica | Koyaanis Naqoy Batteria | Antonio Vessa Recording, mixing, mastering | Maurizio Sarnicola @ Goldmine Records, Cilento (SA) Data di registrazione 13/11/2024 Grafica | Koyaanis Naqoy Foto | Amedeo Petrocchi |

