MARAVICH: “Dirti addio” 

Disponibile dal 5 giugno su tutte le piattaforme digitali e in radio per Schuma Dischi “Dirti addio”, nuovo singolo del progetto romagnolo Maravich. Il brano racconta il momento in cui una relazione è finita ma nessuno ha ancora avuto il coraggio di dirlo ad alta voce unendo indie rockitalianoenergia britpop e chitarre larghe con un crescendo emotivo costruito intorno all’hook: “Non sapevo come dirti ciao / mentre volevo solo dirti addio”.

ASCOLTA IL BRANO: https://orcd.co/bjprvlg

“Ho scritto Dirti addio pensando alle persone e alle città che mi sono lasciato alle spalle. Uno shaker di cose decise in fretta ed emozioni da non guardare in faccia: dire ciò che si pensa a voce alta spesso lo rende reale. Non me ne faccio niente del rumore bianco. Resti lì in mezzo, continui a sorridere, magari a vedere una persona e volerle bene – può valere lo stesso con alcuni amici e conoscenti. Oppure con una casa, un posto di lavoro. Una band o un’abitudine. Bello tutto eh, ma dentro di te qualcosa si è rotto e vuoi fare altro.” – Maravich

CREDITS
Testo: Nicolò Locatelli, Giorgia Scagliarini
Musica: Nicolò Locatelli
Produzione artistica: Nicolò Locatelli
Registrato presso: Filter Recording Studio
Mix e master: Nicolò Locatelli
Copertina e foto: Clarissa Ricci

CHI È MARAVICH?

Sono Maravich, vengo da Riccione e scrivo canzoni. Prima l’ho fatto per altri, poi ho capito che alcune dovevo cantarmele da solo. Ho vissuto un po’ in giro: Riccione, Hawaii, Urbino, Cambridge, Tokyo e Torino. Ho fatto anche diversi lavori: bagnino di salvataggio, addestratore di gatti, direttore d’hotel, ghostwriter, ghostproducer, cestista professionista e insegnante di violoncello. Certe cose me le sono inventate. Le canzoni no.

Maravich è un progetto costruito su chitarre larghe, melodie da cantare a braccia aperte e testi che arrivano quando le cose diventano finalmente chiare, spesso troppo tardi.
Diretto, sentimentale e nervoso, il suo immaginario trasforma relazioni finite, distacchi e improvvise parentesi di lucidità. Prima di dare forma al proprio progetto, Maravich ha scritto brani per altri artisti, affinando una scrittura essenziale, melodica e riconoscibile.
Il moniker, ispirato al celebre Pistol Pete, richiama l’idea di istinto, visione laterale e imprevedibilità: non la citazione sportiva fine a sé stessa, ma un modo di stare dentro le canzoni senza percorrere la strada più ovvia.