Dopo il podcast sul tifo calcistico per RaiPlay Sound, l’ottimo debutto letterario con il romanzo per Accento e il brano “Pensieri” scritto per Gabbani
MICHELE BITOSSI
Annuncia il nuovo album
TUTTE DIFESE
Disponibile dal 6 febbraio
per Blackcandy Produzioni in distribuzione Believe
Un disco diviso tra l’abbandonarsi e il proteggersi, apologia e distruzione di solitudine, amore e perdono
TUTTE DIFESE è il nuovo album di MICHELE BITOSSI, disponibile dal 6 febbraio per Blackcandy produzioni in distribuzione Believe Digital, su tutte le piattaforme di streaming e negli store digitali, e Self per la versione fisica, in vinile e CD. Il disco arriva dopo le anticipazioni dei singoli “Digadentro”, “Sono non sono” e la doppia release “Aspettami ancora / Io non so chi sei ma voglio te”, oltre alla split release con i Perturbazione dove la band reinterpreta uno degli ultimi singoli di Michele, DIGADENTRO, mentre Bitossi ripropone una delle canzoni iconiche della storica band alt rock torinese, DEL NOSTRO TEMPO RUBATO.
TUTTE DIFESE, che sancisce la collaborazione del cantautore, scrittore e podcaster genovese con la storica etichetta toscana che curerà anche la parte live e il management, nasce da un’urgenza precisa: raccontare la complessità delle relazioni, dell’identità e del tempo presente senza scorciatoie narrative né accomodamenti.
Le “difese” del titolo non sono maschere, ma strategie di sopravvivenza emotiva: piccoli argini costruiti per non cedere al rumore costante che attraversa le vite contemporanee. Tutte difese è, prima di tutto, il risultato di un percorso condiviso. Una parte centrale del disco nasce infatti dal lavoro di scrittura tra Michele Bitossi e Kaballà, fondato su una lunga stima reciproca, su un’amicizia artistica coltivata nel tempo e su una profonda affinità di sguardo.
Più che una collaborazione formale, un dialogo continuo fatto di ascolto, confronto e fiducia, con un’idea comune di canzone come spazio di verità: mai addomesticata, mai urlata.
Da questo lavoro a quattro mani prendono forma alcuni dei brani più rappresentativi dell’album, tra cui Sono non sono, Partigiano, La funzione off, La mia vita nuova e Pensieri. Canzoni che attraversano i temi dell’identità, della scelta, del silenzio, della responsabilità individuale e del disagio contemporaneo, mantenendo sempre uno sguardo umano, concreto, non ideologico.
Accanto a questo nucleo centrale, il disco si arricchisce di ulteriori collaborazioni significative. Francesco Bianconi firma insieme a Bitossi Un’infinita canzone d’amore e Baci di Giuda, contribuendo a due dei momenti più lirici e inquieti dell’album. È inoltre presente Pensieri, brano scritto da Bitossi con Kaballà e Francesco Gabbani, qui reinterpretato dall’autore in una versione più intima e spoglia.
“Questo album parla di ciò che costruiamo tra noi e il dolore.
Abitudini, ironia, rumore, lavoro, distanza. Le distrazioni quotidiane, le fughe eleganti, le corazze che indossiamo senza accorgercene.
Parla di come, pur di non sentire, a volte finiamo per addormentare anche la parte migliore di noi. Fa un po’ male, ma sembra necessario. Finché non lo è più.Tutte difeseè il racconto di quel momento preciso in cui smettere di scappare diventa inevitabile. Quando imparare a dire no non significa chiudersi, ma proteggersi davvero.
Mettere confini, non muri. Restare in piedi senza perdere ciò che conta.Le difese, qui, non sono pose né strategie consapevoli: sono riflessi, abitudini, ferite che cercano di rimarginarsi.
A volte diventano gabbie, a volte sono l’unico modo per non sbriciolarsi.
Il disco le attraversa tutte: quelle che ci salvano e quelle che ci tradiscono, quelle che usiamo sapendo di usarle e quelle a cui ci affidiamo senza rendercene conto, fino al momento in cui troviamo la forza — o la stanchezza necessaria — per abbatterle.È un attraversamento netto: dalla fuga alla scelta, dall’anestesia al limite.
Un percorso imperfetto ma necessario, che non promette soluzioni ma chiede lucidità.In questo senso, Tutte difese assomiglia a una partita di calcio giocata fino in fondo con tutto noi stessi.
Niente fuorigioco cercato per furbizia, niente fallo tattico per perdere tempo.
Solo posizionamento, attenzione, lettura del gioco.
Sapere quando salire e quando restare bassi. Quando rischiare un passaggio filtrante e quando rinviare lungo, senza vergognarsene.
Scrivere dentro questa frizione: tra quello che vorremmo essere e quello che riusciamo davvero a tenere in piedi.
C’è l’identità che oscilla (Sono non sono), una generazione sola e iper-esigente (Quanto siamo soli), la politica come scelta intima prima che ideologica (Partigiano).
E l’amore, che non è mai una vittoria netta: è campo pesante, rimbalzi irregolari, contatti non sempre puliti.
In fondo, Tutte difese racconta questo: imparare a restare in partita senza barare con se stessi.
Spegnere il rumore superfluo. Dire “no” quando serve. Restare accanto a qualcuno, o a qualcosa, quando crolla una diga dentro.
Non per vincere.
Ma per arrivare al novantesimo stanchi, acciaccati ma ancora in piedi e riconoscibili”.
La focus track del disco è PARTIGIANO. Prendere posizione costa, isola, “non conviene”. Il mercato incanta come una sirena, promette pace in cambio di silenzio. La canzone sceglie il contrario: difendere certe parole, caricarsele addosso fino a farle diventare leggere perché necessarie. Non slogan, ma responsabilità. Nata pensando soprattutto all’Italia, oggi Partigiano risuona con un respiro più ampio, quasi inevitabile. In uno scenario internazionale segnato da guerre, ritorni autoritari, leadership ciniche e disumane, l’urgenza di scegliere non è più rimandabile. Viviamo in un mondo sempre più nelle mani di chi non conosce scrupoli né coscienza, e la neutralità assomiglia sempre più a una forma elegante di resa. La guerra evocata dal brano non è spettacolare: è interiore, quotidiana, senza divisa.
È il lavoro sporco di uscire dal limbo, di dare un nome al nemico, di non chiamare tolleranza ciò che somiglia all’indifferenza. Essere “politici” ogni giorno significa anche questo: fare, se necessario, una guerra a se stessi. Partigiano non alza la voce, ma non abbassa gli occhi. Non promette vittorie, non cerca applausi. È una veglia più che una battaglia. L’insonnia onesta di chi sceglie di restare in guardia quando tutto invita a dormire.
La produzione artistica è affidata ad Ale Bavo, mentre mastering e finalizzazione sono curati da Ivan Antonio Rossi, in un lavoro sonoro che accompagna e sostiene la scrittura senza sovrastarla.
Michele arriva da un anno ricco di soddisfazioni, iniziato con gli ottimi riscontri di “Prendo la sciarpa e vengo da te”, il podcast sul tifo calcistico uscito per Rai Play Sound, proseguito con il romanzo “Ma io quasi quasi”, uscito per Accento edizioni (casa editrice indipendente fondata da Alessandro Cattelan e diretta da Matteo B. Bianchi), esordio letterario accolto con grande entusiasmo da pubblico e critica e proposto, fra l’altro, al PREMIO STREGA 2025. Di recente ha poi raggiunto un importante riconoscimento come autore per altri artisti, firmando, fra l’altro, la canzone “Veloce” per Mauro Ermanno Giovanardi.
CREDITI
Michele Bitossi: Voce, chitarre, programmazioni
Ale Bavo: programmazioni, synth, tastiere, pianoforte
Registrazione e missaggi: Ale Bavo
Produzione artistica: Ale Bavo
Finalizzazione e mastering: Ivan Antonio Rossi
Artwork: Stefano Piccardo
Edizoni musicali: The prisoner / Cafe concerto/ Stellare / Bmg rights
C & P The prisoner records
In licenza a Black Candy Produzioni
Distribuito da Believe (digitale) e da Self (fisico)
BIO MICHELE BITOSSI
Michele Bitossi è uno dei più stimati musicisti e songwriter del panorama musicale indipendente italiano.
Dal 1998 al 2001 è stato il leader dei Laghisecchi con cui ha pubblicato oltre all’ep omonimo e auto prodotto gli album Radical Kitsch (Sony music, 1998) e Trés Bien: Piano B (Edel, 2001). La band che, sul finire degli anni novanta, venne acclamata da critica e pubblico, si scioglie dopo l’uscita del secondo disco ed è ancora oggi considerata da molti “seminale” rispetto a un certo modo di scrivere e suonare pop rock cantato in italiano.
Dalle ceneri dei Laghisecchi, Bitossi fonda i Numero6 (tutt’ora in attività) con cui pubblica gli album “Iononsono” (Warner music, 2003), “Dovessi mai svegliarmi” (V2, 2006), “I love you fortissimo” (Supermota, 2010) e “Dio c’è” (Urtovox, 2013) e alcuni EP tra cui “Quando arriva la gente si sente meglio” (Greenfog, 2008) che vede la collaborazione con l’americano Bonnie “Prince” Billy, uno dei cantautori “alt country” più noti al mondo.
Nel 2011 Bitossi inizia il suo percorso solista come Mezzala con “Il problema di girarsi” (Urtovox).
Del 2015 è il suo secondo album “Irrequieto”, sempre con lo stesso moniker mentre nel 2019 esce “A noi due”, il primo disco firmato a suo nome.
Nel 2024 Michele torna sulla scena musicale con i singoli DIGADENTRO e SONO NON SONO prodotti da Ale Bavo (Mina, Subsonica, Levante, Maurizo Carucci, Linea77, Samuel).
A settembre 2024 pubblica il suo primo podcast, Prendo la sciarpa e vengo da te, in esclusiva per RaiPlay Original, con la collaborazione di Stellare e Marco Bariletti.
Nel gennaio 2025 pubblica MA IO QUASI QUASI, il suo primo romanzo per Accento edizioni, apprezzato esordio che entra tra le 81 proposte al PREMIO STREGA degli Amici della domenica, da parte di Daniele Rielli.


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